I furti all’Università di Roma. Alcuni casi che hanno fatto scalpore

Ci immaginiamo l’Università come un luogo di studio, di incontri, di chiacchiere alla macchinetta del caffè, di giornate in biblioteca, di esami e di ansia da incontro con i professori.

Senza dubbio non la immaginiamo come un luogo che possa attrarre degli Arsenio Lupin interessati a portar via più cose possibili. E invece accade anche questo, molto più spesso di quanto crediamo e in tante città italiane.

Una delle città più soggette a furti è Roma, forse anche a causa della densità di popolazione e per la grande quantità di studenti che la vivono ogni giorno.

L’ultimo caso di cronaca che ha fatto scalpore è stato portato alla luce pochi mesi fa. Si tratta di un 34enne originario della provincia di Matera che ha commesso, udite udite, ben 13 furti in 8 mesi (da dicembre 2014 ad agosto 2015) all’università La Sapienza e al vicino Policlinico Umberto I.

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Foto d’archivio della Città Universitaria (Università La Sapienza) nel 1938.

L’abile ladro approfittava dei giorni festivi e dei weekend per intrufolarsi nei dipartimenti, distruggere le porte a colpi di calci, pugni e mazza e rubare computer, hard disk, monitor, fotocamere digitali ed altri oggetti informatici ed elettronici reperiti nelle stanze.

Tutto per un valore complessivo di ben 500.000 euro oltre ai numerosi danni all’attività di professori e studenti. Dopo mesi di indagini ed analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza l’attivissimo ladro è stato arrestato poco tempo fa.

Restando sempre all’università La Sapienza, un altro caso recente riguarda furti notturni effettuati dal figlio 35 enne del custode ora sotto processo per aver scassinato numerose macchinette del caffè ed essersi impossessato di centinaia di euro in monete lasciate quotidianamente dagli studenti e dai professori.

Il ragazzo è stato ripreso dalla telecamera posta nel distributore che si accende e riprende tutto in caso di malfunzionamento ed è stato così incastrato ed arrestato dopo aver beneficiato a lungo delle pause studio della popolazione universitaria.

Alla Sapienza ne succedono di furti, bisogna stare con un occhio aperto se la si frequenta quotidianamente!

Un altro caso riguarda infatti un 38enne che nei mesi di marzo ed aprile 2015 agiva soprattutto nella biblioteca della facoltà di matematica: si sedeva tranquillamente a leggere come tutti gli studenti ed approfittando dei loro momenti di distrazione rubava portafogli, cellulari ed I-pad, allontanandosi poi dopo dalla stanza come nulla fosse.

Di altro genere ma sempre in ambito universitario è il business di pezzi di smart rubate nei parcheggi dell’Università di Tor vergata messo in atto da due fratelli italiani di 44 e 29 anni.

I due approfittavano delle city car lasciate libere dagli studenti per molte ore e ne derubavano i pezzi principali (ruote, cruscotti, sedili) per poi rivenderli in un cospicuo giro di affari. I due fratelli ladri sono stati recentemente fermati e arrestati dagli agenti di polizia nel parcheggio dell’università.

Insomma quando siamo all’Università teniamo gli occhi sui libri ma anche qualcuno in giro per guardarci intorno, qualche Arsenio Lupin si può sempre aggirare intorno a noi.