La normativa sulla sicurezza degli impianti elettrici

La ‘sicurezza’ è un concetto molto ampio e complesso. Tutti abbiamo a cuore la nostra sicurezza e quella delle persone che ci sono vicine.

La nostra attività è volta a garantire il più possibile la sicurezza delle persone e delle cose. La sicurezza degli impianti è sicuramente una delle basi del nostro lavoro. Abbiamo perciò deciso di dedicare un articolo a questo tema delicato ed in particolare alla normativa sulla sicurezza degli impianti elettrici che, come è facile intuire, presenta più di una interconnessione con il nostro settore.

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La normativa che regola e disciplina l’installazione e la manutenzione degli impianti elettrici è molto cambiata col passare degli anni, soprattutto considerando che fino agli anni ’50 praticamente non esisteva alcun tipo di regolamentazione relativa agli impianti elettrici.

Di conseguenza le condizioni di lavoro sono migliorate e si può dire che ormai il livello di controllo sia altamente specializzato. Tuttavia, bisogna segnalare che una delle tipologie di infortunio professionale più ricorrenti è ancora costituita dai contatti elettrici.

L’incidente, che può essere mortale, avviene quando un soggetto entra in contatto con un elemento dell’impianto sottoposto a tensione elettrica.

Per evitare problemi e infortuni, è dunque importantissimo attenersi a ciò che prescrive la legge.

Attualmente, l’intervento più aggiornato in materia di sicurezza di impianti è costituito dal D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, che si coordina con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, che costituisce il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Questi interventi attuano quanto disposto dall’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123.

Il proposito del legislatore è quello di introdurre un sistema preventivo e pervasivo, per garantire la sicurezza del lavoratore. Questo approccio passa naturalmente attraverso un processo di individuazione dei fattori e delle origini dei rischi, che devono poi essere sottoposti alla massima riduzione possibile.

Altrettanto importante è la garanzia di un controllo continuativo sulle misure preventive assunte, che presuppone anche i ruoli di responsabilità di chi, in ambito aziendale, deve tenere conto dell’applicazione della normativa.

Al testo dei 306 articoli sono stati aggiunti altri 51 allegati che riassumono in modo esaustivo e integrato le richieste tecniche di tutte le norme principali prescritte in Italia fino ad oggi. Gli articoli sono disposti come segue:

  • Titolo I: Disposizioni generali (artt. 1-61)
  • Titolo II: Luoghi di lavoro (artt. 62-68)
  • Titolo III: Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (artt. 69-87)
  • Titolo IV: Cantieri temporanei o mobili (artt. 88-160)
  • Titolo V: Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 161-166)
  • Titolo VI: Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167-171)
  • Titolo VII: Attrezzature munite di videoterminali (artt. 172-179)
  • Titolo VIII: Agenti fisici (artt. 180-220)
  • Titolo IX: Sostenze pericolose (artt. 221-265)
  • Titolo X: Esposizione ad agenti biologici (artt. 266-286)
  • Titolo XI: Protezione da atmosfee esplosive (artt. 287-297)
  • Titolo XII: Disposizioni in materia penale edi procedura penale (artt. 298-303)
  • Titolo XIII: Disposizioni finali (artt. 304-306)