Sicurezza e crisi economica: il caso dei furti all’asilo nido Galline Bianche al Labaro

ladro - disegno

La continuità di furti che sta coinvolgendo Labaro è senza precedenti. In particolare, vengono colpite scuole e asili nido con modalità che sollevano interessanti questioni circa i moventi alla base delle azioni. Il nido di via Baccano detiene un record di furti, almeno nove da settembre, mentre a Osteria Nuova ne sono avvenuti meno, ma sempre abbastanza da creare qualche interrogativo. Se nell’asilo nido di Labaro viene rubato soprattutto cibo, a Osteria Nuova il bersaglio è stato costituito da vari strumenti tecnici: computers, fotocopiatrici, lettori DVS e videoproiettori.

Nonostante le varie segnalazioni alle forze dell’ordine, giunte dai genitori e delle docenze, i furti sono continuati senza apparenti cambiamenti. I ladri entrano nelle strutture, rubano il cibo e i materiali destinati ai bambini, aprono e fanno razzia delle macchinette automatiche, prendendo i soldi all’interno, e scappano. L’accesso avviene – in assenza di videosorveglianza – forzando le porte senza troppe difficoltà.

Questa tipologia di furto è chiaramente connessa con una necessità diretta di chi la effettua. Rubare cibo significa una sola cosa: fame.
Anche nel caso delle attrezzature elettroniche, ovviamente, si può ipotizzare che lo scopo finale sia la rivendita per poche decine di euro, per monetizzare il furto e non certo per utilizzare le apparecchiature.

In effetti sono sempre più frequenti nelle cronache i casi di persone che, disperate e senza altra possibilità, compiono atti che forse non avrebbero nemmeno ipotizzato in condizioni più felici. La crisi economica, come ben sappiamo, ha definito un drastico aumento dei livelli di povertà, sulla base della perdita del posto del lavoro o dell’aumento del costo della vita. I nuovi poveri dunque sono in aumento e spesso queste condizioni sono connesse alla microcriminalità, come nei casi di cui stiamo parlando.

In più, attualmente, a questi eventi si associa l’incapacità tangibile delle amministrazioni e delle forze dell’ordine. Non certo per mancanza di volontà, ma per una ben nota mancanza di liquidità: senza adeguati finanziamenti non è infatti possibile prendere misure precauzionali per impedire questo tipo di furti. D’altronde, di fronte a persone che agiscono spinte dalla fame o da necessità di base, sarebbe anche opinabile che un sistema di sorveglianza possa agire da deterrente.

Probabilmente l’unica soluzione sensata è da interpretare sul lungo periodo, ed i mezzi meccanici e antifurto – sbarre e porte blindate – non sono che l’inizio di un’azione volta a migliorare le condizioni non solo di chi subisce i furti ma anche di chi li effettua.