Il bonus casa e le detrazioni sugli impianti di allarme

Come avevamo già accennato, quando si eseguono degli interventi di ristrutturazione edilizia è possibile avvalersi di alcune detrazioni fiscali disciplinate da una specifica normativa. Capita a tutti di ritrovarsi a dover fronteggiare una serie di spese legate alla manutenzione della propria abitazione anche per quel che concerne l’ambito della sicurezza. Soprattutto in tempi critici come questi diventa essenziale dotarsi di sistemi che tutelino la propria sicurezza, quella dei propri familiari e dei propri beni. Non tutti sanno però che anche l’acquisto di un sistema di allarme può essere oggetto di detrazione fiscale.

Più precisamente, è la Legge di stabilità 2015 (LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190) ad aver prorogato la possibilità di detrazione IRPEF del 50% per quegli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Tra questi rientrano anche le spese attuate per l’installazione di misure che prevengono atti illeciti da parte di terzi. In questa definizione sono compresi furti, aggressione, sequestro di persona, ad esclusione però dei costi legati ai servizi di vigilanza.

detrazione

Diventa così possibile usufruire di tale agevolazione per dotare la propria abitazione di impianti di videosorveglianza, di allarmi antifurto o strumenti che possono rivelarsi essenziali nella prevenzione di atti illeciti da parte di malintenzionati.

Questa iniziativa fiscale ha il merito di offrire la possibilità di agevolare sensibilmente le spese relative ai sistemi di allarme per tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Fino al 31 dicembre 2015, infatti, il bonus fiscale per la ristrutturazione edilizia consente di detrarre dall’Irpef e sino al 50% quelle spese che sono normalmente sostenute per gli interventi in singole unità abitative e parti comuni degli edifici residenziali.

Questa detrazione copre un tetto di spesa di massimo 96.000 euro, una cifra che viene ripartita in dieci quote annuali. L’aspetto interessante di questa normativa è che ad usufruire del trattamento fiscale possono essere non solo i proprietari degli immobili ma anche i titolari di un diritto reale di godimento o anche gli inquilini di un immobile.

I pagamenti relativi a questa tipologia di spese devono essere effettuati con bonifico bancario o postale “parlante”, in cui siano indicati apertamente la causale del versamento, il codice fiscale di colui che effettua il pagamento e quello di colui che beneficia del trasferimento, o la sua partita IVA. Nella dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati i dati catastali che riguardano l’immobile in questione; mentre banche e posta dovranno effettuare una ritenuta pari al 4% al momento del pagamento del bonifico.

Occorrerà conservare tutta la documentazione, comprensiva delle ricevute dei pagamenti o fatture che testimoniano l’attuazione delle spese, accanto alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, il documento con cui si indicano la data di inizio dei lavori e si autocertifica la natura di tali interventi come rientranti nella lista prevista dalla normativa.

Quanto alla tipologia di spese che possono rientrare in questo trattamento fiscale ci sono quelle sostenute per gli allarmi o i sistemi antifurto, riparazioni di impianti già esistenti e applicati su finestre esterne, apparecchi rilevatori di prevenzione dei furti, centraline, fotocamere e cineprese connesse, cablatura degli edifici, videocitofoni, citofoni, telecamere, opere finalizzate al risparmio energetico, installazione di apparecchi e strumenti di vario tipo come sistemi di rilevazione gas o interruttori differenziali.