La questione della sicurezza nelle città metropolitane. La realtà oltre la propaganda

La percezione della sicurezza da parte dei cittadini nelle aree metropolitane sta subendo dei cambiamenti importanti col passare degli anni. Cerchiamo di farci un’idea concreta della situazione attuale provandola ad inserire in un orizzonte temporale più ampio, e vedere come si sta intervenendo concretamente.

La tendenza in atto, confermata dalle recenti statistiche, è indubbiamente quella di un aumento delle azioni di microcriminalità, che avvengono soprattutto nelle aree urbane. Per dare un esempio tangibile, dal 2010 al 2013 le denunce per rapina sono passate da 35mila a più di 44mila.
La ragione di questa impennata è probabilmente l’instabilità economica in cui versa il nostro Paese da ormai molti anni. Il collegamento con la presenza di una forte crisi è inoltre marcato anche dall’aumento di particolari categorie di reati del patrimonio: furti in appartamento, scippi, borseggi, frodi. E, se fosse necessaria una seconda conferma, il fatto che si tratti di un movente economico viene dimostrato dal scomparsa progressiva dei reati sulla persona, come l’omicidio, che è in costante declino da più di venti anni.

sicurezza roma

Bisogna quindi essere cauti ed obiettivi prima di lanciare un monito generale sull’aumento del crimini nelle aree fortemente urbanizzate. Diminuiscono, ad esempio, anche i furti degli autoveicoli o all’interno degli autoveicoli: sono stati 191mila nel 2013, mentre nel 1991 si trattava di 475mila.
Aumentano quindi i piccoli interventi criminali, le azioni semplici che possono portare un beneficio economico immediato al malvivente. Gli scippi, infatti, sono cresciuti del 50% dal 2010 al 2013. Anche le rapine, come si è visto, segnano un aumento – ma la tipologia è ben diversa dal passato.

Se però confrontiamo i dati odierni con i dati degli anni ’70, ci rendiamo conto che stiamo parlando di cifre molto più ridotte del passato.

Come si deve interpretare questo quadro? La verità è che per i malviventi, rispetto a prima, esistono molte meno opportunità di agire, perché gli interventi in termini di sicurezza urbana applicati negli ultimi cinquant’anni sono stati efficaci. Appropriarsi indebitamente dei beni altrui, quindi, è sempre meno facile e remunerativo. Tuttavia, l’aumento del costo della vita e le difficoltà economiche incidono, come si è visto, sulla crescita relativa dei piccoli reati: borseggi, furti, rapine nella strada.

Le politiche urbane approvate in Italia dagli anni Novanta hanno avuto un ruolo importante. Avendo come obiettivi la promozione dell’integrazione sociale, la riqualificazione, l’intervento di assistenza sociale nei casi di necessità, hanno potuto lavorare sui processi fondativi dei problemi di sicurezza urbana, andando in qualche modo a agire sulla radice di una buona parte di questi problemi. Sicurezza e prevenzione hanno cominciato quindi a far parte delle politiche pubbliche nell’ultimo ventennio. Tanto in Italia quanto in Europa, sebbene con termini formali diversi, si sono avvicendati studi, programmi, interventi confronti che hanno in comune la manifesta ricerca di una nuova modalità di prevenzione degli interventi criminali, lavorando allo stesso tempo sul senso di insicurezza dei cittadini.

Una fase importante si è aperta a partire dal 2008 con i cosiddetti Patti per la sicurezza. Questo momento segna uno nuovo periodo, che ha visto soprattutto protagoniste le città metropolitane. I soggetti in gioco sono i singoli Sindaci e Prefetti delle varie città, mentre le Regioni e le Province sono chiamate a offrire tutte le risorse necessarie per i diversi interventi.