Le normative antincendio negli edifici privati

Uno degli ambiti più importanti e meno tenuti in considerazione dell’edilizia é purtroppo anche uno dei più importanti: si tratta delle normative connesse alla sicurezza antincendio e, in generale, a tutti i parametri che riguardano le misure di prevenzione allo sviluppo di incendi accidentali in un edificio privato.

La dicitura corretta ed ufficiale per esprimere l’ambito di applicazione delle norme é “edifici di civile abitazione” ed é proprio con tale denominazione che vengono redatte le norme basilari che tutt’oggi regolano questo campo.

La normativa in vigore é definita dal D.M. 16 maggio 1987 n. 246, appunto sulle “norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione”.

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Gli edifici interessati dal decreto vengono da questo classificati in una specifica tabella. Il parametro utilizzato per determinare se le costruzioni devono sottostare o meno alla normativa, ed in che modo essa viene applicata, è quello della “altezza antincendio”, laddove precedentemente si utilizzava la cosiddetta “altezza grondaia”. In sostanza si fa riferimento all’altezza dello stabile in relazione alle tecniche di contenimento degli incendi: si va da un minimo di 12 metri fino ad un massimo di 80.

Uno dei punti fondamentali sono i requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali dell’edificio. Questi vanno considerati secondo quanto previsto dalla legge, indipendentemente dal materiale di costruzione con cui sono realizzati: da questo punto di vista il calcestruzzo, il vetro, il legno o i laterizi non fanno differenza. Le dimensioni e le proporzioni da adottare per i vari tipi di materiali sono da determinarsi con i parametri specificati dal D.M. di cui sopra.

Anche la scelta dell’area riveste un’importanza particolare. Stando al decreto ministeriale, infatti, gli accessi allo spazio dove si trovano edifici di civile abitazione devono sottostare a precisi e determinati criteri:

larghezza: 3,50 m;
altezza libera: 4,00 m;
raggio di volta: 13,00 m;
pendenza: non superiore al 10%;
carico massimo: non inferiore alle 20 tonnellate

In definitiva, per controllare i parametri in cui rientra la propria abitazione ed eventualmente inoltrare specifici provvedimenti correttivi, è bene in prima istanza fare riferimento alla Tabella A del D.M. 16 maggio 1987 n. 246. Sulla base di questa tabella sarà poi necessario identificare la classe del proprio edificio e, di conseguenza, evidenziare le prescrizioni previste dalla normativa.