Breve guida ai sensori volumetrici

I sensori volumetrici sono rilevatori che controllano e monitorano, come suggerisce il nome stesso, un volume. Se all’interno di questo volume avvengono delle variazioni, dei movimenti o dei cambiamenti, il sensore rileva queste variazioni e lo traduce in un input che, se connesso ad una centralina di comando, fa scattare un allarme.

Naturalmente esistono molte tipologie di sensore, che si differenziano a seconda dello scopo e della tecnologia di base. Esistono sensori progettati per funzionare solo in interni ed altri che monitorano il perimetro di aree esterne. Anche il modo con cui i sensori rilevano le variazioni di volume definisce la differenza fra l’uno e l’altro.

I più comuni sono i sensori volumetrici dotati di infrarossi (PIR). Per funzionare, percepiscono le emanazioni di calore di una persona e le confrontano con la temperatura della stanza o dell’area da monitorare. L’interpretazione dei dati di questo calore permette al sensore di capire se davanti a lui c’è un uomo, un animale o semplicemente un oggetto caldo. La differenziazione è fondamentale: immaginate di lasciare un cane o un gatto in casa e innescare l’allarme. Se il sensore non facesse distinzione, la sirena scatterebbe ad ogni movimento della bestiola.

Una seconda tipologia di sensori volumetrici è invece dotata di chip basati sulle microonde. In pratica il dispositivo controlla quale quantità di energia è necessaria per saturare l’ambiente sotto controllo, mantenendo poi una situazione di equilibrio. Questa valutazione avviene in fase di accensione del sensore. Se avviene una variazione di questo equilibrio, ovvero qualcuno si muove nello spazio controllato, il circuito cerca di riottenere lo stato di equilibrio originario, immettendo maggior energia nel sistema. Il maggior consumo richiesto serve a rilevare l’intrusione.

È facile capire che i sensori ad infrarossi sono di tipo più economico, anche se spesso si adattano alla maggior parte delle situazioni standard, come una normale casa. Se invece si desidera un controllo altamente specializzato, o un controllo all’esterno, il costo aumenta, perché si tratta di apparecchi che devono resistere alle intemperie, con un’area più vasta da monitorare e spesso dotati di tecnologia anti sabotaggio.

sensori volumetrici

Il prezzo dunque varia sulla base della tecnologia, della sensibilità e della copertura del rilevamento. Il sensore PIR in sé, ad esempio, è realmente economico, nell’ordine di pochi euro. Ciò che fa aumentare il prezzo è la quantità di apparati e chip necessari a filtrare le informazioni grezze del sensore ed evitare che questo venga ingannato da movimenti che non sono realmente allarmanti.

Facendo le somme, si ottengono prezzi intorno a poche decine di euro per i sensori di fascia economica, mentre si superano le centinaia per i top di gamma.