La classifica della sicurezza dell’Economist: Roma è ventisettesima

Negli ultimi giorni è stata pubblicata dall’Economist un’importante classifica della città più sicure del mondo. I dati emersi dal settimanale britannico sono molto chiari: Roma e Milano sono ben lontane dal podio, piazzandosi persino dopo Buenos Aires e Città del Messico.

La classifica è stata redatta prendendo come riferimento ben 40 parametri qualitativi e quantitativi, nessuno dei quali riesce a far salire ai primi posti le due città italiane. Parliamo di indicatori che riguardano quattro grandi tematiche: sicurezza digitale, sanitaria, personale e delle infrastrutture.

L’Oriente svetta in classifica, portando la città di Tokyo al primo posto per quanto riguarda la sicurezza in campo digitale, mentre Singapore conquista il secondo posto, seguita da New York e Hong Kong.

tokyo

Il Nord America e l’Est-Asiatico, pertanto, sembrerebbero in grado di garantire una maggiore sicurezza ai propri cittadini per quanto riguarda la protezione dai tanto temuti cyber-attacchi. Parliamo di un settore della criminalità che ogni anno riesce a creare danni incredibili alle famiglie di tutto il mondo, introducendosi nei conti in banca e sbirciando attraverso i dati personali, ma non solo, perché chiaramente il tutto si estende anche all’informatica gestionale ed amministrativa di grandi aziende ed autorità.

L’Italia non rientra neppure ai primi dieci posti della classifica delle città più sicure nel campo digitale, al contrario, Roma si piazza al 35° posto, ultima tra le capitali europee. Un dato che lascia perplessi.

La sicurezza sanitaria, invece, indaga su parametri come l’aspettativa di vita, il numero di ospedali sul territorio e di posti letto disponibili in base al numero di abitanti. Il podio spetta a Zurigo, seguita da New York e Brussel, mentre Roma si colloca al 25° posto e Milano al 27°.

I fattori che più influiscono su questi dati, secondo la rivista britannica, sono da ricercare soprattutto al traffico, alla sicurezza delle strade, che ogni anno provocano la morte di 1,2 milioni di persone in tutto il mondo, ma anche l’inquinamento ambientale causato dalle industrie e persino la cattiva gestione delle malattie croniche, come il diabete o le cardiopatie.

Un altro settore analizzato dall’Economist è quello della sicurezza delle infrastrutture, che in un certo senso si ricollega al discorso precedente. La qualità delle strade, la manutenzione dei mezzi di trasporto pubblici, la sicurezza degli edifici pubblici e privati sono argomenti scottanti, per i quali, tuttavia, l’Italia sembra raggiungere un barlume di speranza in più, ottenendo il 23° posto con la città di Milano, mentre Zurigo conquista un altro primo posto, seguita da Melbourne e Sydney.

roma

Infine, arriviamo al dato più critico, quello della sicurezza personale. Alcune tra le città italiane tristemente note per l’elevato tasso di criminalità non vengono neppure prese in considerazione dalla ricerca, ma è proprio considerando questo fattore che fa riflettere il 27° posto di Milano e il 40° posto della capitale. Da questo punto di vista, invece, l’Oriente occupa le prime posizioni, con la città di Singapore al primo posto, seguita da Osaka e Tokyo sul podio, mentre Taipei e Hong Kong compaiono nella top ten.

I fattori analizzati includono il numero di crimini commessi, la presenza delle forze dell’ordine e il loro raggio d’azione. L’Economist avanza un interessante spunto di riflessione riguardo a tutti questi elementi, portando alla luce un altro dato: la percezione della sicurezza. In termini più semplici, secondo la rivista, la presenza delle forze dell’ordine sul territorio è in grado di far sentire i cittadini più sicuri.

Questo vuol dire che il cittadino di una città piuttosto tranquilla può sentirsi ugualmente minacciato se ci sono poche forze dell’ordine attive. Viceversa, se una città con un elevato tasso di criminalità riesce a dotarsi di un’adeguata risposta alla delinquenza da parte di polizia e carabinieri, i cittadini si sentiranno più sicuri. La soluzione, quindi, sarebbe quella di aumentare la disponibilità di forze dell’ordine, ma anche di dotare le città di dispositivi di sicurezza adeguati.

I cittadini italiani non si sentono sicuri e lo dimostrano le svariate notizie che ogni giorno vengono annunciate dai telegiornali. Ma si tratta davvero solo di un problema di percezione?