Cosa può fare il pubblico per ridurre i furti in abitazione?

Secondo una recente classifica dell’Economist, l’Italia non sarebbe proprio sul podio termini di sicurezza, scendendo addirittura in coda per quanto riguarda il problema della criminalità. Un dato allarmante, quello evidenziato dalla rivista britannica, che si ricollega inevitabilmente al numero spropositato di casi di furti e rapine di cui sentiamo parlare tutti i giorni dai media.

È chiaro che il problema tende a concentrarsi maggiormente nelle abitazioni sprovviste di impianti di allarme o videosicurezza, fattori che in molti casi tendono a scoraggiare i malintenzionati già in partenza. Tuttavia, per quanto ogni cittadino possa impegnarsi per rendere sempre più sicura la propria casa, resta un dato di fatto che spesso lo Stato e le forze dell’ordine appaiono carenti riguardo alla tematica della sicurezza dei cittadini.

Ma cosa può fare quindi il pubblico per limitare l’entità di un problema come quello dei furti in abitazione, che sembra essere così radicato nel nostro Paese?

ladri

Sicuramente uno dei fattori più influenti nel campo della sicurezza è la presenza delle forze dell’ordine. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a diverse proteste, in vista dei tagli sempre più dolorosi effettuati in questo settore. A causa di ciò, le già esigue disponibilità fisiche ed economiche di polizia, carabinieri e vigili urbani sono state ridotte ancora di più, creando delle drammatiche falle nella sicurezza dei cittadini.

Un problema di questo tipo non fa altro che limitare il raggio di intervento delle forze dell’ordine nei confronti della criminalità, rendendo inevitabile la riduzione delle pattuglie per le strade e la possibilità di rispondere ad un maggior numero di chiamate, soprattutto nelle ore serali e notturne.

Di fronte alla carenza di controlli i ladri si sentono più sicuri nel programmare ed attuare i furti nelle abitazioni, spinti in particolare dalle scarse probabilità che una pattuglia possa coglierli sul fatto girando per le strade della città. Al tempo stesso, un cittadino che si accorge della presenza dei ladri nell’appartamento accanto probabilmente vedrà arrivare le forze dell’ordine solo dopo che i rapinatori avranno terminato l’opera.

Un altro elemento importante, spesso carente nel nostro Paese, è la scarsa disponibilità di telecamere pubbliche lungo le strade. Chi subisce un furto, infatti, vorrebbe avere la possibilità di individuare i responsabili, ricorrendo soprattutto a fotografie o video. A meno che non si disponga di un adeguato sistema di videosorveglianza autonomo, nella maggior parte dei casi sarà quasi impossibile reperire delle telecamere pubbliche nei paraggi. I più fortunati, al massimo, potranno chiedere alle forze dell’ordine di rivolgersi ai negozianti provvisti di questi impianti.

In ogni caso, come spesso accade, non è detto che i furfanti, una volta identificati, vengano poi puniti. Questo è un altro grande problema, amaramente contestato da tutti i sostenitori della giustizia, in alcuni casi carente nel nostro Paese. I ladri d’appartamento, infatti, raramente scontano l’intera pena prevista dalla Legge, ma vengono generalmente destinati a pochi mesi di arresti domiciliari o brevi visite nei penitenziari. Conseguenza, questa, della carenza di forze dell’ordine, del sovraffollamento delle carceri ma anche di una giustizia spesso disattenta.

I cittadini italiani sarebbero dunque esposti a un rischio sempre più elevato e lo testimoniano i ripetuti casi di furti in appartamento che continuiamo ad ascoltare in televisione e leggere sui giornali. Pertanto, lo Stato dovrebbe riuscire a garantire una maggiore sicurezza, migliorando le gravi mancanze che si fanno decisamente sentire, ma ogni cittadino, nel frattempo, può scegliere di difendersi da solo, dotando la propria abitazione di adeguati sistemi di allarme.