Breve guida agli allarmi wireless

I sistemi di allarme che montiamo nei nostri appartamenti o nelle nostre case sono basati su un semplice presupposto: una centralina di controllo, situata all’interno della struttura, comunica con una serie di devices di vario tipo, in particolare sensori e sirene, posti sui bordi perimetrali o direttamente all’esterno.

Le condizioni di montaggio dell’impianto antifurto però sono davvero moltissime e si devono adattare necessariamente alle singole caratteristiche delle case o delle zone da proteggere e sorvegliare.

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In alcuni casi, può diventare particolarmente utile la possibilità di mantenere una separazione fisica fra la centraline e le periferiche, sia per questioni logistiche che per una ulteriore sicurezza all’interno del sistema. È in queste situazioni che ci si rivolge alla tecnologia wireless, tipologia di allarmi che ha trovato sempre più diffusione tanto in ambito domestico quanto in quello industriale.

Si tratta di sensori che comunicano con la centralina senza soluzione di continuità: nel momento in cui i sensori stessi o la trasmissione che generano dovessero subire delle interferenze o dovessero venire interrotti, automaticamente scatterebbe un allarme per segnalare la manomissione esterna.

Una batteria, invece, evita che questo accada in caso di disconnessione volontaria o accidentale della corrente elettrica. Sul mercato, tra l’altro, si trovano anche sistemi di sicurezza che si appoggiano ad una banda di frequenza doppia, o multipla, in modo che, trasmettendo su diversi canali, rendono sempre più ostica l’intrusione da parte di malintenzionati che vogliano manometterne le frequenze.

Le frequenze per le comunicazioni degli impianti di allarme senza fili sono prestabilite e controllate da una specifica normativa: è l’European Telecommunications Standards Institute che le definisce sui MHz 27, 40, 433 e 868.

Tuttavia, a confronto con i sistemi a cavo, anche il wireless mostra alcuni punti deboli che vanno tenuti in considerazione: il primo e più evidente è che non tutte le periferiche sono compatibili con questa tecnologia. Alcune, infatti, dal consumo troppo elevato, non sarebbero in grado di funzionare a batteria e quindi verrebbero escluse dalla versione senza fili.

Come si capisce da quest’ultima osservazione, saranno poi necessarie delle batterie per ciascuna periferica installata, creando quindi un piccolo ingombro aggiuntivo ma soprattutto un costo maggiore.

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Di conseguenza, il costo di un impianto wireless sia in termini di acquisto che di manutenzione risulta maggiore di un impianto tradizionale.

In ogni caso, l’opzione di un sistema senza fili deve essere vagliata con uno specialista che possa mettere in chiaro i punti di debolezza e di forza dell’abitazione, in modo da capire quale sia in effetti la scelta migliore sia sul piano economico che sul piano pratico.